Procedure e “storia recente" del vino Bio

Si fa presto a dire “vino bio”, ma la strada che permette di riportare questa dicitura in etichetta è ben più lunga e ricca di regole da rispettare.

Una storia recente

La normativa che regola la produzione di vino biologico è una storia “giovane” che inizia nel 1991. Allora il vino biologico non poteva essere dichiarato in etichetta in quanto tale e veniva venduto come “vino da uve biologiche”. Nel 2007 è stata apportata un’ulteriore restrizione alla normativa, che prevedeva quindi di non poter stampare in etichetta il logo biologico dell’Unione Europea. È solo nel marzo del 2012 che il vino biologico ottiene, finalmente, il riconoscimento internazionale e le modalità di vinificazione vengono approvate dallo Standing Committee on Organic Farming (SCOF, il Comitato permanente per l’agricoltura biologica). Da questo momento, il vino può essere etichettato come “vino biologico” e deve essere affiancato dal nuovo logo UE per i prodotti biologici.

In vigneto e in cantina nel pieno rispetto dell’ambiente

In generale, l’agricoltura biologica consente di produrre alimenti tutelando la natura e sfruttando tecniche, più o meno moderne, che siano il più possibile sostenibili. Tutti questi accorgimenti permettono così la salvaguardia della biodiversità e la fertilità del suolo.

Nel vigneto

In vigna, gli agricoltori possono utilizzare circa la metà del numero di coadiuvanti che può utilizzare da regolamento un produttore convenzionale. Infatti, le uve classificate come biologiche sono coltivate senza l’aiuto di sostanze chimiche di sintesi (concimi, diserbanti, anticrittogamici, insetticidi, pesticidi in genere) e senza l’impiego di organismi geneticamente modificati.

In cantina

Anche in cantina, tramite il processo di vinificazione, è necessario rispettare determinati procedimenti, alla base dei quali rimane il principio fondamentale di ridurre al minimo gli interventi, puntando alla massima qualità del vino. I principali divieti che interessano il processo di vinificazione biologica riguardano: - Eliminazione dell’anidride solforosa con procedimenti fisici. - Dealcolizzazione parziale del vino. - Utilizzo di alcuni additivi non consentiti, tra cui acido ascorbico e lisozima per la stabilizzazione microbiologica. Gli ingredienti consentiti come il mosto concentrato, mosti concentrati rettificati, saccarosio e lieviti devono essere tutti di origine bio.

La cantina Stramaret è certificata bio dal 2016. La nostra produzione di vino è realizzata utilizzando solo uve biologiche e con un processo di vinificazione rispettoso di tutti i parametri descritti nel regolamento europeo. Vieni a trovarci per scoprire l’autentico sapore del vino fatto come una volta!

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    La strada per ottenere la dicitura BIO in etichetta è lunga e ricca di regole da rispettare.